Decoraciòn de cuerda seca

“Se aplica previamente la engalba blanca en la superficie que se desea decorar y sobre ella se debujan los motivos decorativos con un trazo profundo, que se recubre con òxido de manganeso mezclado con una grasa consistente. Se forma asì una serie de pequenos compartimentos que se rellenan con otros òxidos metàlicos. Despuès de la cocciòn, los trazos de manganeso resultantes son de color morado o negruzco y los diversos òxidos se han convertido en colores esmaltados bien diferenciados : amarillo, verde, marròn y azul. ”… questa è la tecnica che uso per dipingere le mie ceramiche … un’antica “ ricetta” che  ho trovato in Spagna, al museo archeologico  dell’ Alcazaba di Malaga, la residenza dei sovrani arabi.

La ceramica è per me un amore  assolutamente irrinunciabile, una passione che mi ha spinto a studiare e a sperimentare diverse tecniche  di decorazione.

Sulle superfici di terracotta creo tanti piccoli tasselli come in un mosaico … in questo disporsi  di spazi limitati cerco accostamenti di colore per riappropriarmi di una cultura lontana, la memoria araba che per prima aveva introdotto in Spagna questa tecnica di pittura. Ogni tassello vive la propria vita, la propria libertà ed esalta la propria voce, ma dialoga e gioca con gli altri creando sorprese ed  invenzioni.   Accorpandosi, i tasselli, danno vita a molteplici figure reali o fantastiche,come in un magico caleidoscopio.

Non meno mi affascina il lavoro artigianale d’impasto di argilla che assieme ad acqua, aria e fuoco dà luce alla mia orchestra silente o al misterioso mondo degli abissi marini.

Come un musicista interpreta una pagina musicale, ricerco nei miei lavori fantasie cromatiche, tonalità, riflessi, contrasti e sfumature. Per dipingere i violini ho pensato spesso all’alchimia dei colori delle vernici usate dai grandi liutai del passato, altre volte ho cercato le varie sfumature del  verde e dell’azzurro ispirandomi agli arabeschi azulejos che ho ammirato all’Alhambra di Granada e ho cercato di imitare nei motivi decorativi le preziose “rosette” finemente intarsiate del liuto , anch’esso di origini moresche.

La mia pittura vuole essere  una sorta di “canto della terra”,  un  canto che si esprime in un concertazione di colori … un viaggio immaginario che mi riporta all’incantevole natura e ad arcaiche primitive memorie.

                                                                                                     Norma  Lutzemberger 
                                                                                              
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